Sembrava una cosa da film di fantascienza, e invece presto potrebbe essere realtà.
Tra pochi anni (2020?) la Google car – la macchina a guida autonoma – sarà in circolazione: si parla di un accordo imminente con FCA (Fiat Chrysler). Ancora la tecnologia è da perfezionare, e servono ancora molti test su strada; ma non siamo così lontani come potrebbe sembrare.
Tutti le auto più recenti hanno sistemi ultra-tecnologici che automatizzano una parte dell’esperienza di guida. Un discorso diverso è avere un auto che si guida interamente da sola, senza bisogno dell’intervento umano.
Il colosso del web Google lavora da tempo alla sua self-driving car (ancora non c’è un nome ufficiale): nel 2012 alcuni modelli di Toyota Prius modificati con tecnologie Google hanno iniziato a circolare sulle strade di Nevada, Florida e California. Nel dicembre 2014 è stato svelato il primo prototipo interamente costruito dall’azienda di Mountain View, questo curioso veicolo che vedete qua sotto.
Le caratteristiche della Google Car
Il progetto Google car è pensato soprattutto per cambiare il traffico urbano e ridurre le situazioni di stress e pericolo. Non sorprende, dunque, che quest’auto sia estremamente compatta e possa accogliere solo due passeggeri, seppure in modo abbastanza comodo (come si vede nel video).
L’auto è dotata di sensori e di un software che elabora i dati e prevede le situazioni di pericolo. Può rilevare oggetti e altri veicoli fino a oltre 200 metri di distanza, prevedendo ad esempio il movimento di ciclisti e pedoni e muovendosi di conseguenza.
Le Google car in circolazione oggi hanno un volante e comandi manuali a cui il passeggero (obbligatoriamente a bordo) può fare ricorso: è richiesto dalle leggi statali degli USA.
La prospettiva futura di Google è però quella di rimuovere il volante e ogni comando manuale.
Questi prototipi hanno una velocità massima di 25 miglia orarie (circa 40 km/h), ma i modelli “veri” avranno velocità di punta ben maggiori. L’alimentazione è interamente elettrica, come c’era da aspettarsi.

I vantaggi
La sicurezza stradale, innanzitutto: la maggior parte degli incidenti (mortali e non) avviene per errori umani. “30.000 persone muoiono ogni anno sulla strada. Le macchine possono essere molto meglio delle persone, quando è ora di guidare. Non bevono, non guardano il telefono, e pensano più velocemente”, sostiene Joshua Schank, dell’organizzazione non-profit Eno Center for Transportation.
Non solo strade più sicure: le vetture auto-pilotate permetteranno di ridurre il traffico (e lo stress che ne deriva), risolvere molti problemi di parcheggio, abbattere la spesa per i carburanti, e garantire un trasporto comodo e sicuro per invalidi, anziani e giovanissimi.
C’è un accordo con Fiat Chrysler?
Sembra che a realizzare le nuove macchine a guida autonoma sarà FCA. Il gruppo italo-americano, guidato da Sergio Marchionne, dovrebbe fornire a Google un centinaio dei nuovi van Chrysler, presentati al salone di Detroit 2016 con il nome di Chrysler Pacifica.
Dopo una fase sperimentale di circa un anno, Fiat Chrysler dovrebbe iniziare la produzione vera e propria delle auto a guida autonoma di Google. In questa fase mancano ancora conferme ufficiale ed è difficile fare previsioni affidaibili.
La sfida di Google è convincere il pubblico della sicurezza delle sue auto. Chi ha già provato i prototipi ha descritto la propria esperienza come molto positiva; eppure i sondaggi rivelano che la gente è ancora piuttosto scettica sulla possibilità di affidarsi a una Google car.
Le preoccupazioni maggiori riguardano proprio la sicurezza: malfunzionamenti improvvisi, guasti o errori dei sistemi di calcolo.
Altri dubbi riguardano il pericolo di vedere la propria auto controllata a distanza da hackers: una circostanza inedita, ma teoricamente possibile, come dimostrato di recente.
Infine, in caso di incidente tra due vetture automatiche, chi sarebbe da ritenere responsabile? Chi pagherebbe i danni?
Prezzo e data di lancio: ancora le Google cars non hanno un costo, né ci sono previsioni o indiscrezioni in questo senso. Come per ogni tecnologia nuova – rivoluzionaria, in questo caso – il prezzo di lancio sarà inevitabilmente alto.
Dovremo probabilmente aspettare il 2020 per trovare queste vetture in commercio, almeno negli Stati Uniti. Impossibile fare previsioni su quando arriveranno da noi.
Forse la sfida più grande per Google rimane questa: non tanto progettare una self-driving car che funzioni davvero bene – ormai ci siamo – , quanto piuttosto convincere i legislatori e soprattutto il pubblico delle enormi potenzialità e vantaggi che queste auto comporterebbero.
Per saperne di più: il sito di Google dedicato al progetto.

