Il futuro sembra ormai alle porte: siamo pronti ad abbracciare la guida autonoma sulle nostre auto, con buona pace dei più “tradizionalisti”. Il 71% degli automobilisti, infatti, si è dichiarato disposto a usare un auto senza guidatore.
Il sondaggio di LeasePlan
A dimostrare il favore degli automobilisti di tutto il mondo verso le self-driving cars, c’è il sondaggio realizzato da LeasePlan Mobility Monitor in 17 paesi (tra cui le principali nazioni europee, gli Stati Uniti, l’India e l’Australia). A essere interrogati sono stati oltre 4.000 automobilisti, che con le loro risposte hanno confermato che la direzione intrapresa dalle case sembra essere quella giusta.
Il 71% degli intervistati ha affermato di essere disposto a utilizzare un mezzo a guida autonoma, anche se la maggior parte (il 57%) lo farebbe con qualche timore. I più aperti alla novità – il 14% degli intervistati – hanno dichiarato che si sentirebbero perfettamente a proprio agio a bordo di una self driving car.
Emerge inoltre che sono gli uomini a fidarsi di più del pilota automatico: il 15% di loro è a proprio agio, contro il 7% delle donne. Non ci sono grandi differenze per quanto riguarda le fasce di età, forse un po’ a sorpresa: la fiducia degli under 35 è pressoché identica a quella degli over 55.

Il grado di fiducia nei sistemi a guida autonoma nei diversi paese (fonte: LeasePlan)
Ecco cosa ne pensano gli Italiani
Nel nostro paese la fiducia verso i sistemi di guida autonoma sembra essere un po’ minore rispetto alla media mondiale. Se gli entusiasti sono comunque il 17% degli intervistati, gli automobilisti italiani disposti a lasciare il volante a un software sono il 65% (6 punti percentuali in meno rispetto al resto del mondo). 1 italiano su 4 invece dichiara di essere fermamente opposto all’idea di salire a bordo di un’auto senza conducente.
Guida autonoma: è sicura?
Dobbiamo ricordare che ancora non c’è nessun modello di auto in commercio a guida completamente autonoma. È probabile che ci arriveremo in un futuro prossimo, grazie anche agli sforzi congiunti di Google e FCA.
Recentemente è finito al centro dell’attenzione il caso della Tesla Model S che, in modalità autopilot, è stata vittima di un incidente contro un camion in cui ha perso la vita il proprietario dell’auto.
Va detto che il sistema di autopilot della Tesla non è a guida autonoma, quanto piuttosto piuttosto a guida semi-autonoma (o assistita). Come ricorda il CEO di Tesla Elon Musk, il sistema richiede che il pilota sia seduto al posto di guida, vigile e con le mani sul volante – un’indicazione non rispettata dallo sfortunato automobilista vittima dell’incidente.
Ci sono state tuttavia critiche per la scelta di Tesla di usare un nome – “autopilot”, appunto – che suggerirebbe la totale autonomia del sistema di guida, quando invece non è così (ancora).
E sono già arrivati i primi riscontri positivi sullo autopilot: un proprietario di una Tesla Model S ha raccontato come la sua auto avrebbe salvato la vita a un pedone, come rilanciato su Twitter dallo stesso Elon Musk.
Autopilot prevents serious injury or death of a pedestrian in NY (owner anecdote confirmed by vehicle logs) pic.twitter.com/NceuqckqCK
— Elon Musk (@elonmusk) 21 luglio 2016
